Sono cubana, e ogni volta che qualcuno mi chiede dell’Avana non so mai da dove iniziare. Non perché non ci sia niente da dire ma perché ce n’è troppo.
L’Avana (puoi anche riferirti a lei chiamandola Havana o Habana) non è una città che si spiega in due righe. Va ascoltata, attraversata, capita poco alla volta. È bella e rovinata, viva e complicata, piena di contrasti che a volte sembrano impossibili da tenere insieme e invece sono proprio ciò che la rende unica. Ecco dieci cose che forse non sapevi, ma che aiutano a capire meglio questa città incredibile.
1. La Habana Vieja è Patrimonio UNESCO dal 1982

La Habana Vieja è uno di quei posti che ti fanno capire subito che L’Avana non è una città qualsiasi. È stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1982 ed è uno dei centri coloniali meglio conservati di tutta l’America Latina, con oltre 900 edifici di interesse storico.
Ma il punto non è solo il valore architettonico. Il vero fascino dell’Avana Vecchia sta nel fatto che non è un museo fermo nel tempo: è un luogo vissuto, abitato, attraversato ogni giorno da persone, rumori e contraddizioni. Le piazze sono bellissime, i palazzi hanno un’eleganza antica, ma portano addosso i segni del tempo in modo evidente. Ed è proprio questo equilibrio tra splendore e decadimento a renderla così speciale.
2. L’Avana non è nata dove la vediamo oggi
Pochi sanno che la città non è sempre stata nella posizione attuale. La prima fondazione risale al 1515 sulla costa meridionale dell’isola, ma nel 1519 L’Avana venne trasferita sul lato settentrionale, nella baia dove si trova ancora oggi. Una scelta strategica che ha segnato per sempre il suo sviluppo.
Il nome completo è San Cristóbal de La Habana in onore di Cristoforo Colombo e di un cacicco indigeno chiamato Habaguanex. Dal 1607 è la capitale di Cuba. Pensare a questa lunga storia mentre si cammina per le sue strade aiuta a capire quanto la città sia stratificata, molto più di quanto sembri a prima vista.
3. Il Malecón è più di un lungomare

Il Malecón è uno dei posti più importanti dell’Avana non perché sia solo bello da vedere, ma perché fa parte della vita quotidiana della città. Si estende per circa 8 chilometri lungo il mare, collegando il centro storico alle zone più moderne come Miramar.
Per chi vive a L’Avana, il Malecón è il salotto di tutti. È il posto dove si va a parlare, stare in compagnia, pensare, prendere aria quando la città diventa troppo stretta. Al tramonto si riempie di persone, musica, risate e silenzi. E quando le onde si alzano durante i temporali tropicali e arrivano sopra il muretto, il Malecón ricorda a tutti che qui il mare non è mai solo sfondo: è presenza, carattere e spettacolo.
4. Per anni sono esistite due Avana
Chi conosce Cuba sa bene che per molto tempo non esisteva una sola economia, ma due realtà parallele. Il sistema a doppia valuta ha diviso per anni i prezzi, i servizi e in parte anche la vita quotidiana tra residenti e turisti. Anche se la situazione è cambiata ufficialmente nel 2021, le differenze si sentono ancora moltissimo.
Oggi L’Avana continua ad avere due volti: uno più accessibile e quotidiano, l’altro più orientato al turismo e agli stranieri. Questa dualità non è solo economica, è sociale e visibile ovunque. La senti nei taxi, nei ristoranti, nei negozi, nelle conversazioni. E per capirla davvero bisogna viverla, non solo leggerla.
5. Un tempo era la “Las Vegas dei Caraibi”

Prima della Rivoluzione del 1959, L’Avana aveva un’immagine completamente diversa da quella di oggi. Era una città piena di hotel eleganti, casinò, locali famosi e un turismo internazionale molto glamour. Per certi versi, era considerata la “Las Vegas dei Caraibi”.
L’Hotel Nacional, aperto nel 1930, è uno dei simboli più forti di quel periodo. Frequentato da Frank Sinatra, Ava Gardner, Winston Churchill e molti altri, è rimasto lì a custodire la memoria di un’epoca che non tornerà più. Ancora oggi conserva un’aria maestosa, quasi sospesa nel tempo. Ed è proprio questo contrasto tra un passato brillante e un presente più duro a renderlo così interessante.
6. Le casas particulares raccontano la città meglio di molti hotel
Le casas particulares sono una parte fondamentale dell’esperienza cubana. Si tratta di abitazioni private che affittano stanze ai viaggiatori, un sistema legale dagli anni ‘90 che è diventato uno dei modi migliori per conoscere davvero L’Avana.
Dormire in una casa particular significa entrare, almeno un po’, nella vita reale di una famiglia cubana. Significa fare colazione in casa, ascoltare i suoni del quartiere, vedere la città da dentro e non solo da fuori. È una forma di ospitalità semplice ma autentica, che racconta molto più di qualsiasi hotel impersonale. Se venite a Cuba, scegliete sempre una casa particular.
7. La Bodeguita del Medio è famosa, ma il suo fascino sta anche nel mito

La Bodeguita del Medio è uno di quei posti che tutti vogliono vedere almeno una volta. È nel cuore dell’Avana Vecchia ed è diventata famosa in tutto il mondo per il suo legame con Hemingway, per il mojito e per quell’atmosfera sempre piena di gente, firme sui muri e fotografie ovunque.
Però, chi è di qui o conosce davvero la città sa che la Bodeguita è ormai anche un simbolo turistico molto forte. Non ci vai per trovare un segreto nascosto: ci vai per vedere un’icona, per sentire un pezzo di immaginario cubano, per stare dentro a una storia che negli anni è diventata quasi più grande del locale stesso. È un posto da vivere con consapevolezza, non con aspettative troppo romantiche.
8. Muoversi a L’Avana è parte dell’avventura
A L’Avana spostarsi non è mai qualcosa di banale. Non c’è una logica perfettamente ordinata come in altre capitali: ci sono guaguas sovraffollate, boteros, coco-taxi gialli, biciclette e auto americane d’epoca che sembrano uscite da un altro tempo.
Tutto questo caos ha però una sua logica interna che i cubani conoscono perfettamente. L’Avana si muove con quello che ha, si arrangia, trova soluzioni — e anche questo dice molto del carattere della città. Se vuoi capire nel dettaglio come funziona ogni mezzo di trasporto, ho scritto una guida completa →
9. Il Cimitero di Cristóbal Colón è uno dei luoghi più sorprendenti della città
C’è chi lo salta pensando che un cimitero non possa essere interessante ma il Cementerio de Cristóbal Colón è tutt’altro che un posto qualunque. Fondato nel 1876, occupa oltre 56 ettari ed è pieno di monumenti funerari e sculture che sembrano vere opere d’arte.
Passeggiarci dentro è come attraversare un libro di storia cubana scritto in pietra. Qui riposano figure importanti della politica, dello sport e dell’arte. E poi c’è la leggenda della Milagrosa un’infermiera morta di parto alla fine dell’800 a cui i cubani attribuiscono poteri miracolosi. Ancora oggi la gente porta fiori, bussa alla lapide e se ne va camminando all’indietro senza voltarsi. È uno di quei posti che non ti aspetti, ma che ricordi molto più di altri luoghi più famosi.
10. La luce dell’Avana non si dimentica

Alla fine, una delle cose più difficili da spiegare dell’Avana è la sua luce. Non è solo una questione estetica è una sensazione vera. Nel tardo pomeriggio la città cambia colore, si fa più morbida, più calda, quasi cinematografica.
I palazzi pastello, i balconi, il mare, le ombre nei vicoli, la musica che arriva da qualche cortile: tutto contribuisce a creare un’atmosfera che resta impressa. Adesso che vivo in Italia, certi pomeriggi di settembre la luce prende un angolo che per un secondo mi fa pensare di essere a casa. Poi passa.
Forse è per questo che L’Avana non si limita a farsi visitare. Ti entra dentro lentamente, e quando vai via ti accorgi che qualcosa di lei è rimasto con te.
Vuoi sapere cosa vedere concretamente a L’Avana? Leggi la mia guida ai posti da visitare — dal Morro al Cristo di Casablanca, tutti i luoghi che vale davvero la pena conoscere.

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